venerdì 16 aprile 2021

 “...e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori”: la risoluzione del trauma

 (di Stefano Cifelli)

 

Il trauma fa parte dell'esistenza, come l'esistenza stessa a volte è un trauma.

Il primo trauma che incontriamo inevitabilmente tutti è la nascita: il neonato, che fino a quel momento era nella pancia della madre, prima o poi si ritrova a dover uscire fuori da quel grembo protettivo e sicuro, per essere individuo nel mondo. Fortunatamente, nella specie umana questo passaggio avviene gradualmente, in un lento processo di maturazione e di consapevolezza della propria identità separata dalla madre.

venerdì 11 settembre 2020

 

Odio online: i predittori psicologici del comportamento degli haters

(di Tommaso Arosio, in https://www.stateofmind.it/2020/09/odio-online-psicopatia/)



Uno studio recente (Sorokowski et al., 2020) ha cercato di identificare i predittori psicologici di chi abitualmente invia commenti di odio online, gli haters. 

L’atteggiamento dispregiativo è da tempo identificato come un grave problema sociale. Non sorprende che, insieme alla crescita della popolarità di Internet, tali comportamenti siano stati osservati anche nei setting online (Blaya, 2019; Gauducheau, 2019; Johnson et al., 2019; Mathew et al., 2019) e quindi identificati come odio online.

martedì 8 settembre 2020

A scuola nessuno è straniero: La dimensione inclusiva nella formazione (di Stefano Cifelli)

 

1. Introduzione.

Il presente articolo vuole proporre alcuni spunti di riflessione intorno ai due testi di riferimento, “La scuola diseguale: dispersione ed equità nel sistema di istruzione e formazione” di Guido Benvenuto e “La scuola salvata dai bambini - Viaggio nelle classi senza confini” di Benedetta Tobagi.

venerdì 14 agosto 2020

Competenze e disturbi di linguaggio nel plurilinguismo (di Stefano Cifelli)

 

Premessa: alcune considerazioni sul bilinguismo.


Con il recente fenomeno dell'aumento dei flussi migratori, la società attuale è stata oggetto di numerose trasformazioni economiche e culturali, che hanno portato a ridefinire alcuni equilibri ed a riconsiderare vari aspetti della vita sociale.

Un aspetto che in questa sede interessa approfondire è la questione del bilinguismo. Ma cosa definisce una persona bilingue? Su tale aspetto non vi è proprio un generale consenso. 

 

sabato 7 marzo 2020

Riflessioni sul concetto di “neurodiversità” (di Stefano Cifelli)

 
Una riflessione che mi piacerebbe approfondire è sul concetto di neurodiversità. E' un concetto coniato nel 1998 dalla sociologa australiana Judy Singer, che ha finito per influenzare persino l'Organizzazione mondiale della Sanità, che ha adottato un modello sanitario bio-psico-sociale.

martedì 17 dicembre 2019

Ecco il libro passamano che innesca una fiducia contagiosa (di Veronica Lucchini)

Si chiama 'Trust this book' ed è un gioco-libro. Ma anche un esperimento sociale che punta a creare intorno al libro un campo energetico orientato sulla fiducia.

lunedì 23 settembre 2019

I bambini dimenticati in macchina 



Le storie drammatiche (e molto simili) di un incidente ricorrente anche negli Stati Uniti, in un famoso articolo del Washington Post che vinse il Pulitzer 
(di Antonio Russo)
Fonte: 
www.ilpost.it

Nel 2010 Gene Weingarten, giornalista del Washington Post, vinse il premio Pulitzer con un lungo articolo scritto l’anno precedente sui casi sempre più frequenti di bambini morti per ipertermia (colpo di calore) dopo esser stati dimenticati in macchina dai genitori. Negli Stati Uniti questo tipo di incidente provoca mediamente 38 morti all’anno, quasi tutti tra la primavera, l’estate e l’inizio dell’autunno, e nella maggior parte dei casi si tratta di bambini con meno di due anni, dimenticati in macchina da persone sane e “normali” – genitori solitamente attenti e premurosi – vittime di un’occasionale distrazione. Nel pezzo per il Washington Post Weingarten riportò alcune storie e alcune conversazioni avute allora con i genitori dei bambini morti negli ultimi anni, e con neurofisiologi ed esperti della memoria, da cui emerse che la distrazione fatale è spesso legata a una serie di coincidenze e di fattori molto simili in tutti i casi (stanchezza, mancanza di sonno, piccole variazioni nella routine quotidiana).