Cosa è la affective persuasion? La persuasione affettiva è l'arte di influenzare le persone attraverso le emozioni, sfruttando sentimenti e stati d'animo (felicità, paura, speranza) invece dei soli fatti logici, per modificare atteggiamenti e comportamenti, spesso attraverso messaggi che "risuonano" emotivamente con chi li riceve, creando un forte legame e una maggiore disponibilità ad accettare il messaggio. Questo approccio si basa sul principio che le emozioni sono una componente fondamentale nella formazione delle nostre opinioni e decisioni. Spesso, soprattutto in ambito pubblicitario e politico, si tratta di una vera e propria manipolazione.
I primi studi sul tema furono fatti dal filosofo tedesco Schopenauer, che nella sua opera “L’arte di ottenere ragione” ha ripreso i primi studi di Aristotele sulla dialettica e ha illustrato metodi, sia per confutare le argomentazioni (tramite quello che l’autore chiama “modi” e “metodi”), che per disconfermarle (tramite 38 stratagemmi).
I principi chiave della persuasione affettiva sono:
1) Allineamento Emotivo (Affective-Cognitive Matching): I messaggi persuasivi sono più efficaci quando il loro contenuto emotivo si abbina alle predisposizioni emotive del destinatario.
2) Bisogno di Affetto (Need for Affect - NFA): Alcune persone cercano o evitano le situazioni che inducono emozioni; un appello affettivo sarà più potente su chi è emotivamente orientato.
3) Componenti dell'Atteggiamento: Gli atteggiamenti hanno tre parti: affettiva (sentimenti), cognitiva (pensieri) e comportamentale (tendenze all'azione). La persuasione affettiva mira direttamente alla componente emotiva per influenzare le altre.
Alcuni esempi di persuasione affettiva sono, in campo pubblicitario uno spot che mostra famiglie felici, animali salvati o scenari drammatici per evocare gioia, compassione o paura. In politica, discorsi che infiammano gli animi o promettono sicurezza, appellandosi a speranze e paure degli elettori.
In sintesi, la persuasione affettiva è un potente strumento che sfrutta la connessione tra emozioni e decisioni, rendendo i messaggi più memorabili e potenti, specialmente quando sono personalizzati per le sensibilità emotive del pubblico.
Nel contesto attuale (Gennaio 2026), queste tecniche sono centrali nel marketing e nella comunicazione interpersonale: si usano, in particolare, storytelling (narrazioni coinvolgenti che creano empatia e connessione emotiva profonda), parole e immagini forti (utilizzo di termini evocativi, ad es. "ottimismo", "naturale") e immagini di volti sorridenti per indurre stati d'animo positivi, oppure l’uso della leva della paura o dell'invidia, che causano un forte impatto emotivo per spingere all'azione o cambiare una convinzione radicata.
La persuasione affettiva tende a dare risultati migliori nelle culture collettiviste, dove le emozioni sono percepite come esperienze interdipendenti. La sua efficacia è tale perché i messaggi affettivi richiedono spesso meno tempo di elaborazione rispetto a quelli cognitivi complessi.
A partire dagli anni 80, il mondo politico ha fatto largo uso, a livello mondiale, di queste tecniche di persuasione al fine di accaparrarsi più voti possibili.
Questo ha contribuito a creare infuocati dibattiti ed a portare le persone ad aggredire ed insultarsi, soprattutto poi sui social, amplificato dal fatto di non avere la persona insultata di fronte, ma ci si sente protetti dietro un PC.
A questo punto, mi domando: fin dove inizia la libertà di comunicazione e dove finisce la libertà di scelta? Mi pare auspicabile un uso etico di questi strumenti, capaci di influenzare l'essere umano in modo subdolo e pericoloso.