Blog di Stefano Cifelli
blog di psicologia
domenica 8 febbraio 2026
“Signore, se sei tu, comanda che io venga da te sulle acque”: una lettura psicoanalitica del cambiamento di prospettiva (di Stefano Cifelli)
giovedì 11 settembre 2025
IL VALORE DEL TEMPO PER LA PSICANALISI (Stefano Cifelli)
L'essere umano tende, per sua natura, all'integrazione ed alla continuità, cercando di attribuire un "significato" a ciò che gli accade. Prende singoli pezzi della propria vita, li mette insieme, e cerca di trovare un senso logico, un filo, che unisca i singoli pezzi. Ciò è legato alla sua percezione del tempo (kronos), suddiviso in passato, presente e futuro, ma in realtà, esiste solo il presente (“Il tempo è relativo, il suo unico valore è dato da ciò che noi facciamo mentre sta passando”, A. Einstein).
Ciò che è importante preservare è il senso di continuità nel tempo e il valore del momento presente, che sono molto importanti per la salute ed il benessere mentale. Infatti, quando il tempo (inteso come percezione soggettiva) subisce una interruzione, lì avviene il "trauma" (che a sua volta dipende dal vissuto personale rispetto ad un dato evento nella storia dell'individuo). La terapia psicanalitica lavora proprio su questa "interruzione", cercando di far riappropriare l'individuo della sua storia personale che è stata interrotta, e del suo senso di continuità nel tempo.
Inoltre, è importante essere consapevoli del momento presente, portare la mente su di esso, e non sul passato (tipo depresso) né sul futuro (tipo ansioso). Come giustamente scrive mia nipote nella sua tesi di laurea in storia dell'arte, "Oggi c’è l’incapacità di stare e di fermarsi, l’impazienza di arrivare, di andare. Non siamo capaci di soffermarci sul processo che porta all’evento, ma ci concentriamo solo sull’evento finale in sé.. E’ un continuo guardare al futuro, rivolgendolo comunque al passato, dimenticando di soffermarsi sul presente.
Sono proprio i giorni più frenetici che ci lasciano meno ricordi, come se il tempo scorresse senza lasciarne traccia e andasse smarrito. Si ha la sensazione di essere sempre sotto pressione e in una fretta incessante, poiché la pressione del tempo si autoalimenta di continuo e siamo continuamente distratti quindi, di conseguenza, si svolgono azioni in modo automatico.
È così bello, invece, attendere che qualcosa accada. Mentre si attende, però, bisogna agire, perché il bello sta in tutto il processo prima di arrivare all’obiettivo; se non sappiamo aspettare e vogliamo avere tutto subito, quando arriviamo al punto che ci eravamo prefissati, non otteniamo nessuna soddisfazione da noi stessi. Il più delle volte, si finisce per sprecare momenti preziosi in attesa di un domani che mai arriverà." (L’inarrestabile moto del tempo ed il suo influire, Giulia Pucci, giugno 2024, pag. 10)
venerdì 7 febbraio 2025
"Ama il prossimo tuo come te stesso": una prospettiva psicologica del secondo comandamento cristiano. (di Stefano Cifelli)
La frase "Ama il prossimo tuo come te
stesso", tratta dal Vangelo di Matteo, rappresenta uno degli insegnamenti
morali più profondi e universali che ci invitano a trattare gli altri con
compassione, rispetto e cura. Tuttavia, un aspetto fondamentale di questo
comandamento risiede in un implicito presupposto: per amare veramente gli
altri, è necessario prima imparare ad amare sé stessi. La cura di sé e
l'accettazione del proprio essere costituiscono infatti la base da cui
scaturisce ogni autentica relazione interpersonale. In definitiva, l'amore
verso gli altri passa attraverso l'amore verso sé stessi. In questo saggio,
esplorerò il legame tra amore per sé e per gli altri, supportato dalle
principali teorie psicologiche che ne evidenziano l'importanza.
giovedì 28 luglio 2022
Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo: una interpretazione psicanalitica del Vangelo di Marco, 7:14-23 (di Stefano Cifelli)
In quel tempo, Gesù, chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro». Quando entrò in una casa, lontano dalla folla, i suoi discepoli lo interrogavano sulla parabola. E disse loro: «Così neanche voi siete capaci di comprendere? Non capite che tutto ciò che entra nell’uomo dal di fuori non può renderlo impuro, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va nella fogna?». Così rendeva puri tutti gli alimenti. E diceva: «Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo».
domenica 14 novembre 2021
Comportamento prosociale e convinzioni di autoefficacia empatica durante la pandemia da COVID-19 (Tesi di laurea di Stefano Cifelli)
Comportamento prosociale
e convinzioni di autoefficacia empatica durante la pandemia da COVID-19
venerdì 16 aprile 2021
“...e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori”: la risoluzione del trauma
(di Stefano Cifelli)
Il trauma fa parte dell'esistenza, come l'esistenza stessa a volte è un trauma.
Il primo trauma che incontriamo inevitabilmente tutti è la nascita: il neonato, che fino a quel momento era nella pancia della madre, prima o poi si ritrova a dover uscire fuori da quel grembo protettivo e sicuro, per essere individuo nel mondo. Fortunatamente, nella specie umana questo passaggio avviene gradualmente, in un lento processo di maturazione e di consapevolezza della propria identità separata dalla madre.
venerdì 11 settembre 2020
Odio online: i predittori psicologici del comportamento degli haters
(di Tommaso Arosio, in https://www.stateofmind.it/2020/09/odio-online-psicopatia/)
Uno
studio recente (Sorokowski et al., 2020) ha cercato di identificare i
predittori psicologici di chi abitualmente invia commenti di odio
online,
gli haters.
L’atteggiamento dispregiativo è da tempo identificato come un grave problema sociale. Non sorprende che, insieme alla crescita della popolarità di Internet, tali comportamenti siano stati osservati anche nei setting online (Blaya, 2019; Gauducheau, 2019; Johnson et al., 2019; Mathew et al., 2019) e quindi identificati come odio online.