venerdì 3 agosto 2018

L’82 per cento degli italiani non sa riconoscere una bufala sul web - dal rapporto "Infosfera", Università "Suor Orsola Benincasa"

 Gli italiani non si fidano dei social e non sono in grado di distinguere sul web una bufala da una notizia affidabile. È la fotografia del Paese che emerge dal rapporto "Infosfera", realizzato dal gruppo di ricerca sui mezzi di comunicazione di massa dell'università Suor Orsola Benincasa, guidato da Umberto Costantini, docente di Teoria e tecniche delle analisi di mercato, ed Eugenio Iorio, docente di Social media marketing.

lunedì 9 luglio 2018

La pedagogia di Gesù (di Stefano Cifelli)


Il termine pedagogia deriva deriva dal greco παιδαγογια (generare bambini, procreazione), da παιδος (paidos: bambino) e αγω (ago: guidare, condurre, accompagnare) (1). (Wikipedia)
La pedagogia è la disciplina umanistica che studia l'educazione e la formazione dell'uomo nella sua interezza ovvero lo studio dell'uomo nel suo intero ciclo di vita. Non si occupa esclusivamente dei bambini e dell'infanzia ma anche degli adolescenti, giovani, adulti, anziani e disabili; si occupa quindi degli approcci educativi relativi a tutti i compiti evolutivi dello sviluppo. Insieme alle altre Scienze Umane si rivolge dunque ai contesti formali, non-formali e informali dove avviene il processo di cambiamento proprio della pedagogia stessa.


mercoledì 13 giugno 2018

Uno studio sull'impatto dei social media nella vita di relazione

Stare troppo sui social network distrugge la vita sociale e familiare? No. A sfatare questo mito ci hanno pensato i ricercatori dell'Università del Kansas che invece hanno dimostrato come non ci sia una connessione diretta tra ciò che si fa nella vita reale e l'eccessiva presenza sulle reti virtuali. Sono stati conclusi due studi pubblicati sulla rivista "Information, Communication & Society". Il primo ha analizzato i ragazzi americani tra il 2009 e il 2011. Il secondo studio è iniziato nel 2015 con 116 partecipanti: metà adulti e metà universitari che hanno inviato per 5 volte al giorno, 5 volte a settimana, alcuni messaggi di testo. Spiega Jeffrey Hall, docente di scienze della comunicazione, che se la regola fosse corretta, "le persone sarebbero dovute uscire di meno e fare meno telefonate, ma non è stato questo il caso". "Quello che abbiamo scoperto è che l'uso dei social media da parte delle persone non aveva alcun rapporto con coloro i quali avrebbero parlato più tardi quello stesso giorno. Gli utenti dei social media non stavano vivendo un 'dislocamento sociale': se usavano i social media nelle prime ore del giorno in seguito non sarebbero stati più propensi a rimanere soli - aggiunge Hall - Non sembra che l'uso dei social media abbia una relazione con chi ha uno stretto rapporto con i partner in una conversazione faccia a faccia o telefonica".

Link articolo scientifico:

https://www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/1369118X.2018.1430162?scroll=top&needAccess=true

martedì 17 aprile 2018

Ecco perché gli uomini fidanzati piacciono di piu alle donne


Uno studio condotto da un'équipe internazionale di scienziati conferma il luogo comune secondo il quale uomini già "scelti" da altre donne piacciono di più. Una tendenza che, però, sembra non discendere da vantaggi evolutivi. E che vale, mutatis mutandis, anche per le opere d'arte astratte 

venerdì 2 febbraio 2018

Spiritualità e psicologia: due mondi inconciliabili? (Un contributo alla psicologia della religione) - di Stefano Cifelli


La psicologia della religione si occupa dello studio e della ricerca sull'atteggiamento religioso in generale, ed anche delle deviazioni settarie, causa di molti problemi e conflitti individuali e sociali. In particolare, studia i processi psicologici interessati alla condotta religiosa: non si interessa di provare l'esistenza di Dio o di valutare le dottrine delle varie religioni, ma si prefigge di osservare le caratteristiche dell'atteggiamento religioso, il modo in cui gli individui e i gruppi sociali manifestano le loro credenze e appartenenze e il modo peculiare in cui essi vivono la loro esperienza religiosa. 

giovedì 4 gennaio 2018

BISOGNA PARLARE CON GLI SCONOSCIUTI (di Luisa Pronzato)



In montagna viene facile. Ci si saluta, si scambiano sorrisi, qualche parola. A volte notizie. Un incrocio di occhi e dialoghi veloce, il passo riprende confortato dallo scambio, informato che il torrente oggi è meglio evitarlo e che la meta è lì, poco oltre il sentiero. In ascensore è più complicato, «quell’altro» occupa il nostro spazio vitale. In genere si sceglie il silenzio accompagnato dalla curiosità per i bottoni dei piani. Tutto pur di non incrociare lo sguardo dell’altro. Figuriamoci parlare. Può bastare un «buongiorno» a cambiare l’umore? A volte sì. Una chiacchiera, al caffè, un discorso, in autobus o in aereo, un’indicazione per strada migliorano la giornata. Non diventerà amicizia. E neppure si tratta di attaccar discorso in cerca di nuovi amori. Ma di pura relazione umana. Toccasana per l’umanità. Lo hanno dimostrato alcune ricerche della University of Chicago Booth School of Business, condotte da Nicholas Epley e Juliana Schroeder. 

lunedì 6 novembre 2017

Parenti e amici ci rendono più longevi

Diversi studi hanno già suggerito quanto salde relazioni sociali aiutino la nostra salute. Ora la conferma dalla conferenza annuale dell'American Psychological Association. La solitudine è collegata alla maggior insorgenza di malattie, mentre "una più vasta rete sociale" riduce del 50% il rischio di morte prematura.