lunedì 18 agosto 2014

OMOSESSUALITA’ E DINTORNI: DUE TESI A CONFRONTO (Mauro Fornaro e Vittorio Lingiardi)

OMOSESSUALITA’ E DINTORNI: DUE TESI A CONFRONTO (prefazione di Stefano Cifelli)


Dedico il presente articolo alla trattazione di un argomento di rilevante importanza sociale, soprattutto per le conseguenze sociali dell’accettazione del “diverso”, e le conseguenze individuali di sentirsi accettato.
Rilevo fin da subito che non sono d’accordo con le teorie di matrice psicoanalitica che, pur affermando che l’omosessualità non può considerarsi psicologicamente una malattia, definiscono l’omosessuale come una persona che ha avuto uno sviluppo psicosessuale “incompleto”, e quindi ricerca relazioni sessuali “immature”. Aggiungo inoltre che, secondo una teoria bio-evoluzionista, l’omosessualità esisterebbe in natura in quanto avrebbe una precisa funzione di “difesa naturale” della specie: quella di contenere il numero della popolazione, al fine di evitare i rischi di un sovraffollamento del pianeta.
Ora espongo qui di seguito due dissertazioni, di opinioni opposte, rispettivamente a cura di Mauro Fornaro e Vittorio Lingiardi.


lunedì 28 luglio 2014

I surrogati dell’amore (di Stefano Cifelli)


Mi capita talvolta di vedere sui social network video o foto che ritraggono animali domestici, che imitano atteggiamenti e comportamenti tipici di una persona: un gatto che succhia un biberon tra le braccia amorevoli del suo “padrone” (termine che personalmente non digerisco), un delizioso cagnolino che gioca col suo “padroncino” dietro lo sguardo amorevole e compiaciuto della mamma, un altro gatto intento ad essere nutrito da una donna che, ogni volta che lascia un boccone pronuncia la parola “mamma” e l’animale risponde con un miagolio impostato sullo stesso tono, che sembra quasi ripetere la parola “mamma”…..gli esempi in rete sono molti.

mercoledì 9 luglio 2014

Le basi psicologiche del razzismo (di Stefano Cifelli)





Nel linguaggio comune si crede che xenofobia e razzismo siano la stessa cosa, ma non è così.
Il razzismo consiste nell’idea che la specie umana possa essere suddivisibile in razze biologicamente distinte, caratterizzate da diverse capacità intellettive, valoriali o morali, con la conseguente convinzione che sia possibile determinare una gerarchia secondo cui un particolare, ipotetico, raggruppamento razzialmente definito possa essere definito superiore o inferiore a un altro”[1].

mercoledì 2 luglio 2014

La valutazione dello sviluppo metalinguistico per bambini dai 4 ai 6 anni: il TAM1 (di Stefano Cifelli)

La valutazione dello sviluppo metalinguistico per bambini dai 4 ai 6 anni: il TAM1

“Qualche volta i bambini non mangiano la minestra”

La capacità di avere amici (di Stefano Cifelli)

Introduzione.

Nel presente lavoro si tenterà di illustrare come  il fatto di fare amicizia con i pari non sia così semplice e lineare come comunemente si crede, ma è un processo che richiede specifiche competenze, sia individuali che sociali. Quanto appena affermato è ben rappresentato dal titolo del presente lavoro, intitolato appunto “La capacità di avere amici”.

“L’intelligenza emotiva: una definizione ed una analisi dei possibili fattori causali” (di Stefano Cifelli)

L’intelligenza emotiva: che cos’è e perché è importante?
L’interesse scientifico a quella che viene oggi definita “intelligenza emotiva”, ha avuto una crescita esponenziale intorno agli anni ’90, allorquando si assistette alla pubblicazione di una miriade di articoli e di libri sull’argomento.
Fino a quel momento il concetto di intelligenza era riferito esclusivamente ai soli fattori cognitivi, rilevabili tramite la loro misurazione con il metodo del Q. I., introdotto da Simon-Binet.

La trasformazione dell’immagine delle competenze neonatali fra gli anni ’60 e gli anni ’70 (di Stefano Cifelli)

Introduzione.

Il presente lavoro si prefigge di illustrare, attraverso un esame della letteratura pubblicata nel corso degli anni, i passaggi attraverso i quali si è arrivati alla attuale immagine delle competenze neonatali. In particolare, i primi studi sul tema descrivevano un neonato pressoché incapace di interagire con l’ambiente esterno, ma poi gli studi successivi hanno evidenziato che il neonato ha delle competenze, è un essere attivo in grado di interagire col mondo circostante.